Rivista di psicoanalisi - ISSN in fase di registrazione

Scenari di manipolazione e di crimine: quale psicoterapia per l’offender?

TitleScenari di manipolazione e di crimine: quale psicoterapia per l’offender?
Publication TypeJournal Article
Year of Publication2019
AuthorsMazzocchi, A., & Faranca I.
Secondary TitleGli Argonauti
Volume159
Issue1
Pagination47-62
PublisherPadova University Press
Place Published Padova, IT
Keywordsdifficult patient, identificazione proiettiva, offender, psicoterapia, quipe
Abstract

dopo aver analizzato gli aspetti psicodinamici dei pazienti gravi e “difficili”, gli Autori esaminano gli Offender, convenendo che, almeno inizialmente, la struttura psicodinamica sia simile in entrambi, utilizzando il criminale gli stessi strumenti difensivi arcaici: scissione, negazione, ribaltamento della prospettiva e identificazione proiettiva. Attraverso quest’ultima il soggetto proietta le parti più tossiche della sua personalità in “contenitori” esterni (ad es., il gruppo di cura), che poi considera come oggetti pericolosi da distanziare (Cartwrig, 2002). Secondo Hyatt-Williams (1998), i criminali non si limitano all’esternalizzazione delle parti scisse e al controllo manipolativo dei container, ma lanciano un attacco diretto e violento contro di essi, distruggendoli o depotenziandoli gravemente. E’ solo attraverso un’analisi di queste dinamiche (Yakeley, 2012) che una Psicoterapia forense si potrà occupare anche dell’équipe curante, con il lavoro di gruppo svolto su di essa. In chiusura, l’importanza della psicoterapia del gruppo e sul gruppo viene esemplificata, illustrando un caso paradigmatico di scissione dell’équipe curante.

URLhttps://argonauti.padovauniversitypress.it/2019/1/4