Rivista di psicoanalisi - ISSN in fase di registrazione

NORME EDITORIALI

Norme di riferimento per tre importanti aspetti (il conflitto di interessi, il consenso informato, i diritti umani e degli animali nel caso di sperimentazioni umane o sugli animali), secondo le direttive degli "Uniform requirements for manuscripts submitted to biomedical journals" dell'International Committee of Medical Journal Editors (ICMJE) del febbraio 2006 (Go to the English version).

Conflitto di interessi

Un conflitto di interessi può sussistere quando un autore (o la sua istituzione), un referee o un membro della redazione hanno rapporti personali o economici che possono influenzare in modo inappropriato il loro comportamento. Questo conflitto può esistere anche se il soggetto ritiene che tali rapporti non lo influenzino. Sta alla direzione della Rivista gestire nel miglior modo possibile eventuali conflitti di interessi (ad esempio tramite il sistema dei referees anonimi in doppio cieco) e agli autori può venire richiesta una dichiarazione in merito. La rivista Gli Argonauti è completamente indipendente e auto-finanziata (si sostiene economicamente solo tramite gli abbonamenti), non riceve finanziamenti di alcun tipo, come scelta di principio non ospita mai pubblicità ed è completamente autonoma da qualunque istituzione o associazione pubblica o privata.

Consenso informato

L'esposizione di eventuale materiale clinico deve essere sempre fatta in modo attento, tale che non sia assolutamente possibile identificare il paziente (ad esempio cambiando nome, iniziali, città, nome di ospedali, professione e possibilmente sesso, impiego, caratteristiche della famiglia, etc., salvo che non si tratti di elementi assolutamente rilevanti per la comprensione del caso).

Se vi è un pur minimo dubbio che non sia stata raggiunta la completa anonimità del paziente di cui si parla nell'articolo, occorre ottenere il consenso informato e menzionarlo nell'articolo pubblicato.

È inoltre necessario che anche il paziente si impegni a non rivelare a nessuno che l'articolo si riferisce a lui (altrimenti si infrange il segreto professionale e la responsabilità ricade comunque sull'autore dell'articolo), per cui l'autore dell'articolo è tenuto a richiedere al paziente un impegno in tal senso.

Diritti umani e degli animali

Se vengono riportati esperimenti umani, gli autori devono indicare che le procedure seguite sono in accordo con le normative vigenti e con la Dichiarazione di Helsinky del 1975 così come è stata revisionata nel 2000.

Se vengono riportati esperimenti su animali, gli autori devono indicare che le procedure seguite sono state in accordo con le normative vigenti sia in Italia sia nel paese dove sono stati condotti gli esperimenti, se diverso dall'Italia.

Riferimenti bibliografici

Riferimenti bibliografici nel testo

1. All'interno del testo i riferimenti bibliografici si indicano col cognome dell'autore seguito da uno spazio e dall'anno della prima pubblicazione in lingua originale tra parentesi tonde – ad esempio "Freud (1899) disse che..." – oppure col cognome dell'autore tra parentesi seguito da una virgola, spazio e anno – ad esempio "(Freud, 1899)". Si possono evitare le parentesi nel caso che l'anno e il nome dell'autore compaiano nel testo e non siano possibili fraintendimenti (ad esempio: "Freud nel 1899 disse che...").

2. Se si vuole indicare la pagina, questa va indicata in parentesi nel testo preceduta da "p." dopo l'anno seguito da una virgola, e non nella bibliografia alla fine dell'articolo (ciò permette di fare nel testo diversi riferimenti alla stessa voce bibliografica senza doverla ripetere più volte nella bibliografia), ad esempio "Freud, 1899, p. 54".

3. Se la pagina si riferisce all'edizione originale e non alla traduzione italiana eventualmente indicata nella bibliografia alla fine dell'articolo, allora si deve aggiungere "ediz. orig." (ad esempio: "Loewald, 1980, p. 56 ediz. orig."); se nella bibliografia alla fine dell'articolo sono indicate più traduzioni, allora si deve specificare l'anno della traduzione a cui si fa riferimento (ad esempio: "Loewald, 1960, p. 97 trad. it. del 1994"). Se vi sono diverse pubblicazioni dello stesso autore nello stesso anno, si fa seguire l'anno da lettere minuscole dell'alfabeto in progressione (ad esempio: "Rossi, 1981a, 1981b").

4. Se vi sono tra parentesi più riferimenti dello stesso autore con indicato il numero delle pagine, le virgole serviranno a separare un riferimento dall'altro e non l'anno dalle rispettive pagine; il punto e virgola si usa per separare autori diversi, sempre all'interno della stessa parentesi.

5. Se gli autori sono due, devono essere scritti entrambi e collegati dal simbolo "&", che può essere usato anche per collegare gli ultimi due autori se sono tre. Se gli autori sono più di tre, si scrive il cognome del primo autore seguito da et al. (in corsivo perché sono parole latine: et alii).

I riferimenti bibliografici nella bibliografia alla fine dell'articolo

1. I riferimenti nella bibliografia alla fine dell'articolo devono essere solo quelli citati nel testo, cioè non è permesso elencare voci che non compaiono nel testo.

2. Le voci vanno elencate senza numerazione, in ordine alfabetico secondo il cognome del primo autore e, nel caso di cognomi simili (ad esempio Melanie Klein e George S. Klein ), secondo l'iniziale del nome di battesimo; se vi sono cognomi e iniziali di nomi di battesimo uguali, i nomi di battesimo vanno scritti per esteso (e possibilmente non si deve scordare, per maggiore chiarezza, la middle initial – a maggior ragione, questa regola va tenuta presente nel testo, soprattutto se vi sono autori che hanno uguale anche l'iniziale del nome di battesimo, ad esempio Daniel N. Stern e Donnel B. Stern).

3. L'anno va tra parentesi subito dopo il cognome e l'iniziale del nome dell'autore, seguiti da un punto, così: "Freud S. (1910).". Se il nome proprio dell'autore è di due nomi (cioè se vi è anche

una middle initial), così come è consuetudine nei paesi anglosassoni (ma a volte anche in Italia, ad esempio "Giovanni Andrea Fava", "Pier Francesco Rossi", etc.), si devono scrivere le due iniziali non separate da uno spazio (ad esempio: Fava G.A., Rossi P.F., Kernberg O.F., etc.). Le virgole devono separare un autore dall'altro, non il cognome di un autore dall'iniziale del proprio nome di battesimo (come prescritto dallo stile dell'APA), il che appesantirebbe il testo e potrebbe confondere.

4. I titoli delle riviste e dei libri vanno sempre in corsivo (si ricordi che i titoli delle riviste e dei libri in inglese, ma non i titoli degli articoli, hanno le iniziali delle parole, esclusi gli articoli e le congiunzioni, in caratteri maiuscoli).

5. I titoli degli articoli e dei capitoli di libri vanno invece sempre in caratteri normali, senza virgolette (queste sono riservate per titoli di conferenze, relazioni presentate a convegni, titoli di tesi di laurea, materiale non pubblicato, etc.). I titoli devono terminare con un punto.

6. Per i libri, la città sede della casa editrice, seguita da due punti, va sempre prima del nome della casa editrice (ciò permette di distinguere la città dalla casa editrice nel caso di nomi poco noti); se l'anno di pubblicazione è diverso da quello originale, va messo dopo il nome della casa editrice preceduto da una virgola, altrimenti è sufficiente l'anno tra parentesi all'inizio della voce bibliografica dopo il nome dell'autore.

7. Se, per motivi di ricerca storica (ad esempio nel caso delle opere di Freud), si vuole evidenziare che un lavoro è stato pubblicato uno o più anni dopo la sua stesura, si deve scrivere prima l'anno di stesura e poi l'anno di pubblicazione tra parentesi quadre, ad esempio: "Freud S. (1938 [1940])".

8. Per gli articoli di riviste, dopo il titolo della rivista, una virgola e uno spazio, si scrive prima il numero del volume (che in genere identifica l'anno, per cui potrebbe essere omesso, ma non va tralasciato sia anche perché in certi casi non identifica l'anno, sia perché è una regola internazionale metterlo sempre), poi virgola, spazio, numero del fascicolo seguito da due punti, spazio, numeri della prima e dell'ultima pagina divisi da un trattino, punto.

9. In quei casi di riviste in cui la numerazione delle pagine non è per volume (cioè per anno) ma per fascicolo, è importante non omettere il numero del fascicolo (come invece fanno molte riviste internazionali) altrimenti è impossibile capire di che fascicolo si tratta.

10. Le pagine dei capitoli di libri invece, se specificate, sono precedute da "pp.". Si può fare una eccezione, a questo riguardo, per le opere di Freud o di altri autori che, seppur pubblicate come libri, nella stesura della bibliografia si possono considerare come "riviste", a cui va aggiunta però la casa editrice alla fine, ad esempio: "Freud S. (1914). Introduzione al narcisismo. Opere, 7: 413-472. Torino: Boringhieri, 1975.".

11. I titoli delle riviste più conosciute possono essere specificati con le abbreviazioni internazionali, ma non è obbligatorio (la abbreviazione ufficiale di Psicoterapia e Scienze Umane, che è stata assegnata dall'ISSN International Centre, è Psicoter. Sci. Um., ma è preferibile lasciare il nome intero; non va bene scrivere Psicot. Sc. Um. perché con "psicot." e "sc." iniziano anche le parole "psicotici" e "schizofrenia", inoltre "sci." è l'abbreviazione internazionale per "scienze").

12. Se si tratta di lavori stranieri tradotti, mettere per quanto possibile la traduzione italiana tra parentesi preceduta da "trad. it.:" (l'anno dopo il nome dell'autore, all'inizio della voce bibliografica, deve essere comunque quello della prima edizione in lingua originale). Per le opere di Freud si può tralasciare la edizione originale (quella inglese della Standard Edition, tra l'altro, utilizza l'anno di pubblicazione e non del reale completamento dell'opera, mentre l'edizione della Boringhieri riporta, più correttamente, l'anno in cui realmente Freud completò i lavori). Nel caso sia citato il capitolo di un volume anch'esso citato in bibliografia o nel caso siano citati più capitoli dello stesso volume, è preferibile far riferimento a quel volume, che a questo punto deve essere citato a parte, senza riscriverlo interamente ogni volta.

13. Infine, nella bibliografia andrebbe indicato, alla fine di ogni voce bibliografica, il DOI (Digital Object Identifier), che è un codice che identifica in modo univoco la voce bibliografica. Il DOI può essere facilmente reperito su Internet, ad esempio facendo un “copia e incolla” della voce bibliografica su Google: compare quasi sempre l'articolo presso una banca dati, che riporta anche il DOI, che così può essere riportato nella bibliografia con un copia e incolla. Un altro modo facile per reperire il DOI è attraverso mEDRA (per una ricerca estesa: http://www.medra.org/en/search.htm) oppure CrossRef (http://www.crossref.org/guestquery/), che forse è preferibile perché più accurato. Se non si riuscisse a reperire il DOI (ad esempio nel caso di voci bibliografiche di molti anni fa), ovviamente si omette.

Ecco alcuni esempi di voci bibliografiche:

Andrews G. (2001). Placebo response in depression: Bane of research, boon to therapy. British Journal of Psychiatry, 178, 3: 192-94. DOI: 10.1192/bjp.178.3.192.

Bateson G., Jackson D.D., Haley J. & Weakland J. (1956). Towards a theory of schizophrenia. Behavioral Science, 1, 4: 251-264 (trad. it.: Verso una teoria della schizofrenia. In: Cancrini L., a cura di, Verso una teoria della schizofrenia. Torino: Boringhieri, 1977, pp. 75-100).

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Beck A.T., Rush A.J., Shaw B.F. & Emery G. (1979). Cognitive Therapy of Depression. New York: Guilford (trad. it.: Terapia cognitiva della depressione. Torino: Boringhieri, 1987).

Beebe B. (1983). Mother-infant mutual influence and precursors of self and object representation. In: Masling J., editor, Empirical Studies of Psychoanalytic Theories. Vol. 2. Hillsdale, NJ: Analytic Press.

Bellak L. & Small L. (1965). Emergency Psychotherapy and Brief Psychotherapy, 1st ed. (2nd ed.: 1978). New York: Grune & Stratton (trad. it.: Psicoterapia d'urgenza e psicoterapia breve. Roma: Il Pensiero Scientifico, 1983).

Benedetti G. (1988). "Intervento nel dibattito sulla relazione di John Gunderson al Convegno Internazionale New Trends in Schizophrenia", Bologna, 14-17 aprile (incisione su nastro).

Benedetti G. (1989). Comunicazione personale.

Freud S. (1899 [1900]). L'interpretazione dei sogni. Opere, 3. Torino: Boringhieri, 1966.

Freud S. (1910). Un ricordo d'infanzia di Leonardo da Vinci. Opere, 6: 213-276. Torino: Boringhieri, 1974.

Freud S. (1914a). Per la storia del movimento psicoanalitico. Opere, 7: 381-438. Torino: Boringhieri, 1975.

Freud S. (1914b). Introduzione al narcisismo. Opere, 7: 413-472. Torino: Boringhieri, 1975.

Freud S. (1938 [1940]). Compendio di psicoanalisi. Opere, 11: 569-634. Torino: Boringhieri, 1979.

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